Imposte di successione

Le imposte di successione sono richieste per quei trasferimenti di beni e diritti a seguito della morte del titolare, che avvengono sia in base alla legge sia in base a disposizioni di un testamento.
In caso di successione, infatti, gli eredi e i legatari devono pagare delle imposte, che si applicano al valore della quota dei beni ricevuti (base imponibile) e sono diverse in base al rapporto di parentela tra il beneficiario e il defunto.
Analizziamo i diversi casi possibili:
-    Se l’erede è il coniuge o un parente in linea retta, l’imposta si applica solo sulla parte della cosiddetta “base imponibile” che supera la franchigia riconosciuta di un milione di euro.
-    Se l’erede è il fratello o la sorella del testatore, l’imposta si applica solo sulla parte della base imponibile che supera la franchigia riconosciuta di centomila euro.
-    Nel caso in cui l’erede sia, invece, un soggetto portatore di handicap (dichiarato grave ai sensi legge 104 del 5.2.1992) l’imposta si applica solo sulla parte della base imponibile che supera la franchigia riconosciuta di un milione e cinquecentomila euro.

L’imposta di successione si calcola poi applicando alla base imponibile, diminuita della corrispondente franchigia, le aliquote, che variano anch’esse in base al rapporto di parentela tra erede e testatore. Le aliquote possono essere:

o    del 4% per il coniuge o parenti in linea retta;
o    del 6% per i fratelli o sorelle.
Non beneficiano della franchigia:
-i parenti fino al 4° grado, diversi da fratelli e sorelle e gli affini: in tal caso l’imposta di successione si calcola applicando l’aliquota del 6% sul valore dei beni e diritti ricevuti;
-tutti gli altri soggetti per i quali si applica l’aliquota dell’8% sul valore dei beni e diritti ricevuti.

Se tra i beni caduti in successione vi sono degli immobili occorre pagare ulteriori imposte:
-imposta di trascrizione (o ipotecaria) che equivale al 2% del valore immobiliare (valore catastale capitalizzato) o fissa a €168,00 in caso l’erede o legatario possa godere dell’agevolazione prima casa
-imposta catastale che corrisponde all’1% sul valore immobiliare o sempre fissa di € 168,00 se l’erede o legatario possa beneficiare dell’agevolazione prima casa.

Eredi: La successione legittima e la sua suddivisione

Gli eredi sono coloro che alla morte di una persona, hanno diritto alla successione ereditaria e quindi a ricevere tutti o parte dei beni posseduti dal defunto.

La successione può essere testamentaria nel caso in cui l’eredità si devolva in base a un testamento; o legittima nel caso in cui, invece, in mancanza di un testamento, si suddivida il patrimonio  in base alle norme di legge vigenti. La legge distribuisce i beni secondo specifiche quote di spettanza da dare agli eredi legittimi, cerchiamo però di capire meglio come può essere frazionata un’eredità in mancanza di testamento.

L’eredità legittima spetta: al coniuge, ai figli legittimi e naturali, ai genitori e ai fratelli e sorelle e ai parenti entro il sesto grado.

Ecco di seguito alcuni esempi di casi possibili.
Se esistono solo i figli ad essi spetta l’intero patrimonio, da dividersi in parti uguali.
In caso vi sia il coniuge e un solo figlio, entrambi ricevono metà del patrimonio; se i figli sono però più di uno a loro spettano i due terzi – che divideranno  in parti uguali – mentre il terzo rimanente andrà al coniuge.
Se, invece, non ci sono figli il coniuge concorre con i genitori, i fratelli e le sorelle del defunto: al primo vanno i due terzi , mentre ai genitori spetta un quarto e ai fratelli e sorelle un dodicesimo. Solo in assenza di figli, genitori e fratelli, il coniuge potrà ereditare l’intero patrimonio.
In mancanza dei figli, del coniuge, dei genitori e di fratelli e sorelle i beni vengono devoluti ai parenti fino al 6° grado.
Se non esistono parenti, l’intero patrimonio andrà allo Stato.

Dichiarazione di successione: istruzioni per l’uso

Dichiarazione di successione: quando bisogna presentarla? Come fare?

Dichiarazione di successioneInnanzitutto bisogna sapere che gli eredi di una proprietà o di un’impresa sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro 1 anno dalla data di decesso del titolare dei diritti.

La dichiarazione deve essere consegnata presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate del Comune dove risiedeva la persona scomparsa. Nel caso in cui si sia impossibilitati a recarsi di persona, c’è la possibilità di spedire la medesima attraverso raccomandata e fa fede il timbro dell’ufficio postale.

Non vi è l’obbligo per tutti gli eredi di consegnare la dichiarazione; la legge infatti stabilisce che sia sufficiente che uno solo provveda ad adempiere a quest’obbligo. La dichiarazione di successione deve essere compilata con i dati anagrafici e l’ultima residenza del defunto e degli eredi; è opportuno specificare il grado di parentela di quest’ultimi e l’accettazione o eventuale rinuncia dell’eredità. Il documento poi deve prevedere la lista dei beni caduti in successione e il loro valore.

Ci sono casi per i quali non è necessario presentare la dichiarazione. La legge infatti non fa obbligo di presentazione della stessa quando il valore dei beni non supera i 25.823 euro e nel caso in cui l’eredità sia destinata al coniuge o ai parenti in linea diretta del defunto (qualora i beni non comprendano immobili).

Successioni … reali!

Successione al trono reale ingleseSi chiama Karin Vogel, ha 38 anni vive in Germania e per diritto di successione potrebbe diventare regina d’Inghilterra.

La donna infatti, medico geriatra in un ospedale tedesco, è la diretta discendente di una poco conosciuta principessa tedesca del 18esimo secolo, conosciuta con il nome di Sofia di Hannover che era stata nominata dal Parlamento inglese nel 1701 come erede al trono. Questo fatto pone Karin in linea diretta di successione per la corona inglese, dopo 4.972 persone! Ovvero, in linea teorica se queste poche migliaia di persone dovessero scomparire, Karin potrebbe essere incoronata regina di Inghilterra!

Tutti sanno che nel momento in cui verrà a mancare la regina Elisabetta II, gli succederebbe il principe Carlo. Il secondo a succedere al trono è il figlio William e terzo, in linea diretta di successione, il fratello minore Hanry. Pochi conoscono però la peculiarità di questa donna tedesca: considerando l’intero albero genealogico della famiglia reale, lei è di fatto l’ultima persona ad aver diritto a succedere al trono. Circa 4.972 persone dovrebbero morire perché la signora Vogel possa diventare regina d’Inghilterra.

Dal canto suo Karin Vogel non sembra avere molto interesse per la vita di corte, non è amante dei castelli (non ha mai voluto visitare Buckingham Palace) e preferisce la quiete della sua vita da semplice cittadina, alle incombenze di dover amministrare uno stato come l’Inghilterra. Del resto il suo nome non compare nemmeno tra quello degli eredi pubblicati sul sito di Buckingham Palace. Il portale della corona riporta infatti i primi 38 successori e non l’intera genealogia discendente da Sofia di Hannover. Un portavoce della corona, interpellato in merito alla successione reale, ha dichiarato infatti che la corona non è interessata a conoscere i nomi di tutti coloro che vantano legami con il trono inglese.

Le regole per la successione al trono in Inghilterra risalgono al 1701: la principessa Anna era destinata a morire senza eredi e il Parlamento inglese, per evitare che un cattolico venisse incoronato re, con l’Act of Settlement ha stabilito che fosse il parente più prossimo di Anna ad ereditare il trono, ovvero Sofia di Hannover. Questa regola è valida ancora oggi: per ereditare il trono inglese è necessario essere eredi diretti di Sophia. E Karin discende direttamente da Sofia.
Anzi, dal momento che il Parlamento inglese sta vagliando una riforma che punta a dare pari opportunità a uomini e donne in linea di successione, in modo da dare pari dignità all’eventuale figlio o figlia dei novelli sposi William e Kate, la posizione di Karin potrebbe addirittura migliorare.

Successione ereditaria di terreni

Successione ereditaria di terreniNel caso di successione di terreni da genitore a figli (eredi legittimi) è necessario disporre di una copia del titolo di provenienza per presentare la dichiarazione di successione.
La visura catastale infatti può contenere errori e potrebbe non essere aggiornata, mentre il titolo di provenienza è un documento fondamentale per la compilazione della denuncia dii successione. Nella dichiarazione di successione infatti vengono indicati tutti i beni appartenenti al defunto; i titoli di provenienza servono ad accertare quali e quanti bene siano compresi nel patrimonio ereditato.

Per saperne di più:

- Il testamento
- Esempio testamento olografo

Obama riduce le tasse di successione

Obama riduce le tasse di successioneObama vara i tagli alle tasse e tra Repubblicani e Democratici ce n’è per tutti. Le tasse di successione vengono ridotte dal 55% al 35% con una soglia di esenzione di 5 milioni di dollari. Quella legata alla successione è solo una delle riforme fiscali attuate dal Presedente americano per rilanciare la crescita del Paese nei prossimi 2 anni.

Obama accontenta la destra mantenendo gli sgravi fiscali anche per i ricchi con un reddito superiore a 250mila euro voluti dall’amministrazione che lo ha preceduto e lancia un provvedimento a favore dei lavoratori dipendenti: gli oneri sociali scendono dal 6,2% al 4,2% con un conseguente aumento del potere d’acquisto.

Il governo americano ha scelto dunque di applicare una strategia bipartisan che punta alle larghe intese: concessioni pesanti che rischiamo però di far perdere consensi al Presidente da parte dell’ala più progressista del suo partito.

Per saperne di più:

- Testamento pubblico

- Imposta di successione e benefici prima casa

Anche AIRC tra i destinatari del lascito dell’egittologa Carla Maria Burri

La dottoressa Burri, grande studiosa del mondo egizio e direttrice per alcuni decenni dell’Istituto Italiano di Cultura del Cairo, cita anche AIRC nel suo testamento.

Nel lascito, redatto nel 2006, la celebre egittologa designa erede della sua collezione archeologica il Museo e la Biblioteca di Crema, con preghiera di creare una sezione di arte egizia e greco-romana all’interno. Il suo tesoro più prezioso invece, contenuto presso i “frigoriferi milanesi” e la Banca Popolare di Crema, è stato destinato all’amico Giorgio Forni, medico della Lomellina proprietario del Castello di Sartirana. Il medico, appassionato collezionista d’arte, aveva acquistato il castello negli anno ’80 per farne un’importante sede museale. Le collezioni della Burri, contenute in 12 casse, sono state portate a Milano dall’esecutore testamentario per far periziare gli oggetti da un egittologo.

Oltre alle amiche, alle quale la Burri affida la proprietà di case e gioielli, l’egittologa cita nel suo testamento olografo l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, quale beneficiaria della “casa della macina”sita a La Ferriera di Pescia Fiorientina.

Per maggiori informazioni:

Lasciti
Imposta di successione

Più sicura la circolazione di beni immobili oggetto di donazione

Donazione immobiliStop alla restituzione di case pagate con donazioni indirette: a stabilirlo è una sentenza della Cassazione (n.11496 del 12 maggio 2010). In occasione di un contenzioso fallimentare, la Cassazione ha infatti stabilito che se i genitori pagano il prezzo dell’immobile acquistato dal figlio (ovvero realizzano una donazione indiretta), il figlio può vendere l’immobile senza che l’acquirente venga coinvolto il liti famigliari e sia vittima di eventuali restituzioni.
La sentenza è molto importante in quanto rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la libera circolazione dei beni immobili oggetto di donazione. Un primo passo in questa direzione era stato compiuto nel 2005 con la modifica dell’articolo 563 del Codice civile che stabilisce che, decorsi 20 anni dalla donazione, il bene donato non può più essere oggetto di pretese ereditarie.
Alla morte di una persona infatti i suoi famigliari hanno diritto a conseguire una quota di legittima. Se il patrimonio del defunto è insufficiente a causa di donazioni fatte in vita da parte di quest’ultimo, gli eredi legittimi possono pretendere la restituzione della legittima rivolgendosi a coloro che hanno beneficiato delle donazioni del defunto. Nel caso in cui anche quest’ultimi non possano restituire la quota richiesta, il legittimario può pretendere la restituzione del bene dall’attuale proprietario.
La novità dettata da questa sentenza della Cassazione sta nel fatto che viene stabilito che oggetto della restituzione può essere un immobile solo se questo viene effettivamente donato. Nel caso in cui la donazione consiste nel pagamento di un prezzo dovuto da altri (es. un genitore che paga un immobile a nome del figlio), il legittimario può rivolgere le proprie ragioni solo verso il donatario e non verso chi ha acquistato poi l’immobile.

Per maggiori informazioni:

Eredi legittimi
Tassa di successione

Quote portatrici del «controllo» esenti dalle imposte di successione

Quote portatrici del «controllo» esenti dalle imposte di successioneL’Agenzia delle Entrate con una risoluzione del 26 luglio scorso ha stabilito che è possibile godere di esenzione dal pagamento della tassa di successione nel caso di trasmissione di partecipazioni in società di capitali, quando si tratta di azioni o quote “mediante le quali è acquisito o integrato il controllo” della società.

Questa situazione si verifica nel momento in cui gli eredi, già soci in minoranza, per successione testamentaria acquisiscono il controllo della società. Prima dell’apertura del testamento, gli eredi possono avere partecipazione “diretta” nella società, ovvero intestata alla persona fisica, oppure “indiretta”, cioè posseduta tramite un’altra società, socia della società le cui partecipazioni sono poi oggetto di successione.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate è interessante in quanto ha definito il concetto di “integrare il controllo”, ovvero incrementare una quota non controllata prima della successione, ma che poi lo diventa per effetto della stessa.

In sintesi quindi si ha l’esenzione dal pagamento della tassa di successione nel caso di:

  • successione nella quota di controllo di proprietà della persona scomparsa;
  • successione nella quota non di controllo del defunto ma che si somma a una quota di controllo che era già di proprietà dell’erede;
  • successione in una quota non di controllo del defunto che, sommandosi a una quota non di controllo dell’erede, da vita ad una quota di controllo.

Per maggiori informazioni:

Successione
Tassa di successione
Esempio testamento

Separazione ed eredità: attenzione alla comunione dei beni

Successione in caso di separazioneIn una coppia in regime di comunione dei beni, in fase di separazione, spesso si pone il problema dell’acquisizione di un’eredità da parte di uno dei coniugi.

Il nostro ordinamento giuridico prevede che, se un bene giunge per successione,  esso non entri a far parte della comunione legale, ma resti un bene personale.

Qualora  l’eredità consista in una somma di denaro che viene versata su un conto corrente, anche se questo è intestato ad uno solo dei coniugi, ricade in comunione dei beni.

Per questa ragione è senz’altro consigliabile fare un atto di separazione dei beni, finché non è intervenuto il divorzio.

Se infatti al momento della morte del testatore, l’erede designato non fosse ancora separato legalmente o non avesse optato per un regime di separazione dei beni, potrebbero insorgere dei problemi con il coniuge relativamente alla proprietà della somma ereditata.

Per saperne di più:
Esempi testamento
Come fare testamento