Eredi: La successione legittima e la sua suddivisione

Gli eredi sono coloro che alla morte di una persona, hanno diritto alla successione ereditaria e quindi a ricevere tutti o parte dei beni posseduti dal defunto.

La successione può essere testamentaria nel caso in cui l’eredità si devolva in base a un testamento; o legittima nel caso in cui, invece, in mancanza di un testamento, si suddivida il patrimonio  in base alle norme di legge vigenti. La legge distribuisce i beni secondo specifiche quote di spettanza da dare agli eredi legittimi, cerchiamo però di capire meglio come può essere frazionata un’eredità in mancanza di testamento.

L’eredità legittima spetta: al coniuge, ai figli legittimi e naturali, ai genitori e ai fratelli e sorelle e ai parenti entro il sesto grado.

Ecco di seguito alcuni esempi di casi possibili.
Se esistono solo i figli ad essi spetta l’intero patrimonio, da dividersi in parti uguali.
In caso vi sia il coniuge e un solo figlio, entrambi ricevono metà del patrimonio; se i figli sono però più di uno a loro spettano i due terzi – che divideranno  in parti uguali – mentre il terzo rimanente andrà al coniuge.
Se, invece, non ci sono figli il coniuge concorre con i genitori, i fratelli e le sorelle del defunto: al primo vanno i due terzi , mentre ai genitori spetta un quarto e ai fratelli e sorelle un dodicesimo. Solo in assenza di figli, genitori e fratelli, il coniuge potrà ereditare l’intero patrimonio.
In mancanza dei figli, del coniuge, dei genitori e di fratelli e sorelle i beni vengono devoluti ai parenti fino al 6° grado.
Se non esistono parenti, l’intero patrimonio andrà allo Stato.

Condivi su gli altri Social Network:

  • Print
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Eredi: La successione legittima e la sua suddivisione
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Reddit
  • Upnews

Quote portatrici del «controllo» esenti dalle imposte di successione

Quote portatrici del «controllo» esenti dalle imposte di successioneL’Agenzia delle Entrate con una risoluzione del 26 luglio scorso ha stabilito che è possibile godere di esenzione dal pagamento della tassa di successione nel caso di trasmissione di partecipazioni in società di capitali, quando si tratta di azioni o quote “mediante le quali è acquisito o integrato il controllo” della società.

Questa situazione si verifica nel momento in cui gli eredi, già soci in minoranza, per successione testamentaria acquisiscono il controllo della società. Prima dell’apertura del testamento, gli eredi possono avere partecipazione “diretta” nella società, ovvero intestata alla persona fisica, oppure “indiretta”, cioè posseduta tramite un’altra società, socia della società le cui partecipazioni sono poi oggetto di successione.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate è interessante in quanto ha definito il concetto di “integrare il controllo”, ovvero incrementare una quota non controllata prima della successione, ma che poi lo diventa per effetto della stessa.

In sintesi quindi si ha l’esenzione dal pagamento della tassa di successione nel caso di:

  • successione nella quota di controllo di proprietà della persona scomparsa;
  • successione nella quota non di controllo del defunto ma che si somma a una quota di controllo che era già di proprietà dell’erede;
  • successione in una quota non di controllo del defunto che, sommandosi a una quota non di controllo dell’erede, da vita ad una quota di controllo.

Per maggiori informazioni:

Successione
Tassa di successione
Esempio testamento

Condivi su gli altri Social Network:

  • Print
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Quote portatrici del «controllo» esenti dalle imposte di successione
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Reddit
  • Upnews

Separazione ed eredità: attenzione alla comunione dei beni

Successione in caso di separazioneIn una coppia in regime di comunione dei beni, in fase di separazione, spesso si pone il problema dell’acquisizione di un’eredità da parte di uno dei coniugi.

Il nostro ordinamento giuridico prevede che, se un bene giunge per successione,  esso non entri a far parte della comunione legale, ma resti un bene personale.

Qualora  l’eredità consista in una somma di denaro che viene versata su un conto corrente, anche se questo è intestato ad uno solo dei coniugi, ricade in comunione dei beni.

Per questa ragione è senz’altro consigliabile fare un atto di separazione dei beni, finché non è intervenuto il divorzio.

Se infatti al momento della morte del testatore, l’erede designato non fosse ancora separato legalmente o non avesse optato per un regime di separazione dei beni, potrebbero insorgere dei problemi con il coniuge relativamente alla proprietà della somma ereditata.

Per saperne di più:
Esempi testamento
Come fare testamento

Condivi su gli altri Social Network:

  • Print
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Separazione ed eredità: attenzione alla comunione dei beni
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Reddit
  • Upnews

L’eredità di beni mobili.

Chi riceve in eredità una casa con i mobili in essa contenuti, diventa proprietario anche di tutto quanto contenuto nella casa , ivi compresi l’arredo e i quadri. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza 19283/2009 che ha sciolto ogni dubbio circa l’interpretazione dell’articolo 812 del codice civile. Oggetto del contendere è stata proprio l’interpretazione del suddetto articolo: si sosteneva infatti che i quadri di valore contenuti nella casa lasciata in eredità non potessero essere compresi nel termine “mobili” utilizzato nel testamento, essendo degli elementi di arredo. La Corte Suprema ha stabilito che per mobili si intende tutti quei beni che non possono essere catalogati come immobili (il che significa che quando all’interno di un testamento si parla di mobili è opportuno includere anche quadri, oggetti ed elementi di arredo, indipendentemente dal loro valore). Ribaltando il verdetto precedente quindi, i giudici della seconda sezione civile della Corte hanno affermato che i quadri “costituiscono parte sostanziale dei mobili di una casa, che sono composti da elementi funzionali ed elementi decorativi, la cui integrazione costituisce l’insieme che correda un’ abitazione”.

Condivi su gli altri Social Network:

  • Print
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • L’eredità di beni mobili.
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Reddit
  • Upnews

Falso il testamento della madre di Jack Kerouac

A stabilirlo un giudice della Florida: il testamento della madre del celebre scrittore americano di On The Road, Jack Kerouac, è falso.

 

Quando morì nel 1969, Kerouac lasciò l’intero patrimonio alla madre; la stessa nominò erede la terza moglie dello scrittore, Stella Sampas.

A contestare la validità del testamento della nonna è stata nel 1994 Jan, la figlia di Kerouac nata dal suo secondo matrimonio. Solo di recente la corte ha affermato la mancata autenticità del documento ma ormai sia Stella che Jan sono morte.

Condivi su gli altri Social Network:

  • Print
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Falso il testamento della madre di Jack Kerouac
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Reddit
  • Upnews

Il testamento di Michael Jackson

E’ stato reso pubblico il contenuto del testamento di Michael Jackson, la pop star americana stroncata da un infarto il 26 giugno scorso.

 

Pare che Michael Jackson fosse ossessionato dalla morte; per questo motivo già nel 2002 aveva dettato le sue ultime volontà. Nel testo del testamento, oltre a qualche organizzazione di beneficienza, vengono individuati solo quattro eredi: i tre figli e la madre.

Dal momento che i figli sono tutti minorenni, il giudice dovrà nominare un tutore che avrà il compito di gestire il patrimonio ereditato fino al raggiungimento della maggior età.

Esclusi dall’eredità i fratelli con i quali sembra che Jackson non fosse in buoni rapporti. Fuori dal testamento pure il padre Joe, odiato dai fan della pop star.

 

Il patrimonio di Jackson dovrebbe ammontare a 1 miliardo di dollari, anche se si conta un debito di 400 milioni.

Condivi su gli altri Social Network:

  • Print
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Il testamento di Michael Jackson
  • Live
  • MSN Reporter
  • MySpace
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Reddit
  • Upnews