Accettazione dell’eredità

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L’eredità si acquista con l’accettazione; con essa l’erede subentra in tutti i rapporti attivi e passivi del testatore.

 L’accettazione dell’eredità può essere:

  • espressa, se formalizzata con una dichiarazione;

oppure

  • tacita, quando l’erede compie atti che comportano necessariamente la volontà di accettare.


L’eredità può inoltre essere accettata:

  • puramente e semplicemente

oppure

  • con beneficio d’inventario.


Nel caso di accettazione pura e semplice si ha la confusione del patrimonio ereditato con quello dell’erede, e quindi l’erede risponde anche con i propri beni degli eventuali debiti del defunto.

Nel caso di accettazione beneficiata, invece, il patrimonio dell’erede rimane separato da quello del defunto, e l’erede risponde dei debiti ereditari solo fino alla concorrenza massima del patrimonio ereditato.
L’accettazione beneficiata quindi tutela l’erede nel caso in cui l’eredità sia gravata da importanti passività.

L’accettazione dell’eredità non può essere parziale, e quindi l’erede non è libero di accettare solo alcuni beni e non altri.
L’accettazione è inoltre irrevocabile e retroagisce al momento di apertura della successione.
Il chiamato all’eredità può liberamente rinunciare all’eredità stessa.

Termine per accettare l'eredità

Il diritto di accettare l’eredità si prescrive nel termine di dieci anni; tale termine decorre dal giorno dell’apertura della successione.

Chiunque vi abbia interesse può chiedere che l’autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinuncia all’eredità.
Se il chiamato non rilascia la dichiarazione di accettazione entro il termine fissato, perde il diritto di accettare.

Eredità giacente

Quando il chiamato all’eredità non accetta (con una dichiarazione espressa o tacitamente), e non ha il possesso dei beni ereditari, il pretore nomina un curatore dell’eredità giacente.
Il pretore può agire su istanza di chiunque vi abbia interesse o d’ufficio.

Il curatore nominato deve effettuare l’inventario dei beni caduti in successione, amministrare l’eredità, può provvedere al pagamento dei debiti ereditari e dei legati previa autorizzazione del pretore.

Al termine del mandato deve rendere conto del proprio operato.

La curatela cessa quando l’eredità viene accettata.