Legato di cosa altrui

Ai sensi dell’art.651 c.c. il legato di cosa non appartenente al testatore è di regola nullo.

La legge ritiene tuttavia valido il legato di cosa altrui a condizione che dal testamento o da altro scritto risulti che il testatore fosse a conoscenza che la cosa legata apparteneva all’onerato o ad un terzo. In questo caso l’onerato è obbligato ad acquistare la proprietà della cosa dal terzo e a trasferirla al legatario, ma è in sua facoltà pagarne al legatario il giusto prezzo.
Ad esempio: “lascio erede delle mie sostanze mio figlio Gino. Lascio in legato al signor Luca Rossi 2 vasi di maiolica giapponese, che sono di proprietà di mio fratello Dante”.
In questo caso, l’erede (il figlio Gino) sarà tenuto ad acquistare i vasi per darli al legatario, oppure a corrisponderne il giusto prezzo, da stabilirsi secondo il valore di mercato o con una perizia.

Quindi se la cosa oggetto del legato è di proprietà di un terzo, si tratterà di un legato con facoltà alternativa, poiché è concessa all’onerato la facoltà di procurarsi la proprietà della cosa e di trasferirla al terzo oppure alternativamente di pagare al terzo il giusto prezzo. In sostanza, tutto si riduce alla somma di denaro corrispondente al valore dell’oggetto.

E’ pienamente valido il legato di cosa che, al momento di redazione del testamento apparteneva a terzi, ma è divenuta di proprietà del testatore successivamente e comunque al momento dell’apertura della successione.

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