Il testamento olografo

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Per redigere un testamento olografo non è necessaria la presenza di un Notaio e nemmeno di testimoni.

Il testamento olografo deve contenere le volontà del testatore, espresse liberamente, senza cioè dover rispettare particolari schemi o formule.

La legge però stabilisce che il testamento debba rispettare un rigore formale, a tutela del testatore: il testamento infatti produrrà i suoi effetti solo dopo la sua morte, ed è quindi essenziale  che dal documento si possano desumere le reali volontà del testatore.

Come si redige un testamento olografo

La forma del testamento olografo è la più semplice: è sufficiente che il testatore su un qualunque foglio rediga le disposizioni di ultima volontà scrivendole per intero, datandole e sottoscrivendole di suo pugno.

Perché il testamento sia valido è necessario che rispetti alcuni requisiti:

  • l’autografia: il testamento deve essere interamente scritto di pugno dal testatore, cioè non deve contenere parti scritte a macchina o con il computer, oppure  scritte da altre persone. Se il testamento non è autografo, è nullo;
  • la data: perché il testamento olografo sia valido deve essere datato, deve  cioè contenere l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno di redazione.

Non è invece necessaria l’indicazione del luogo.
La data è essenziale in quanto consente, in presenza di più testamenti, di stabilire quale sia l’ultimo, e quindi quale sia efficace. Fornisce inoltre un riferimento preciso utile nel caso in cui sia messa in dubbio la capacità di intendere e di volere del testatore. La mancanza della data comporta l’annullamento su istanza di chiunque vi abbia interesse;

  • La sottoscrizione: il terzo elemento sostanziale per la validità del testamento olografo è la presenza della firma al termine delle disposizioni.

Naturalmente anche la firma deve essere di pugno del testatore. Di solito la firma consiste nel nome e nel cognome, ma è valida anche la firma con uno pseudonimo o con un vezzeggiativo, se la persona era conosciuta in quel modo. L’importante infatti  è che la sottoscrizione renda possibile con certezza l’identificazione della persona che ha scritto il testamento La mancanza della sottoscrizione comporta la nullità del testamento.

Eventuali aggiunte in momenti successivi (codicilli) devono rispettare questi requisiti: devono cioè anch’esse essere  scritte interamente di pugno del testatore,  datate e sottoscritte.

Il testamento olografo può essere scritto su qualsiasi pezzo di carta di qualsiasi qualità, dimensione e colore. Non è neppure necessario che sia proprio carta, può essere stoffa, legno o altro materiale sufficientemente durevole. Può essere scritto anche su marmo o pietra, ma non può però essere scolpito, perché perderebbe le caratteristiche delle calligrafia del testatore.

Se non è sufficiente un foglio di carta se ne possono usare di più purché risulti che l’uno è continuazione dell’altro, meglio se numerati ed ogni foglio porti la data e la firma del testatore.
Il testamento olografo può essere redatto anche in forma di lettera.

Come depositarlo

Chi redige un testamento olografo può conservarlo a propria cura ove egli ritenga, senza darne comunicazione ad alcuno. Per timore che il testamento possa andare smarrito o essere sottratto, molti testatori preferiscono affidare il proprio testamento ad una persona di propria fiducia o meglio depositare il proprio testamento olografo presso un Notaio.

Qualora il testamento olografo sia depositato presso un Notaio, la sua pubblicazione dovrà necessariamente avvenire a cura del Notaio che lo ha tenuto in custodia.

Il deposito di un testamento olografo presso un Notaio può avvenire esclusivamente a cura del testatore stesso: nessuno è infatti titolato a chiedere il deposito di testamenti altrui.

Altri tipi di testamento: